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Pizza italiana: candidata all’UNESCO come patrimonio culturale dell’umanita’

La pizza italiana è indubbiamente uno dei cibi piu’ noti, amati e celebrati nel mondo. Una semplice focaccia con pomodoro e mozzarella puo’ essere un ottimo spuntino o anche la soluzione perfetta per una serata da concludere al cinema con gli amici. La pizza italiana e’ adesso candidata a diventare addirittura patrimonio culturale dell’UNESCO.

La decisione è stata infatti presa dalle Commissioni Nazionali lo scorso marzo, e mira a riconoscere l’autenticità della vera pizza napoletana. Questa e’ stata infatti “minacciata” dalle diverse versioni straniere (basti pensare alla pizze che si mangiano a New York, con pollo teriyaki o kebab) mentre, secondo gli italiani, la vera pizza e’ quella piu’ semplice possibile.
L’iniziativa è potenziata da una petizione che ha raccolto oltre 850.000 firme on-line in tutto il mondo. La campagna è iniziata in Italia, utilizzando l’hashtag #PizzaUnesco, e ben presto si e’ diffusa all’estero ottenendo consensi in Cina, Giappone, Islanda, Sud America e Arabia Saudita. E ‘stata promossa dal ristorante Rosso Pomodoro, aperto a Londra in luoghi diversi. Anche molti famosi artisti, hanno appoggiato l’idea; tra questi possiamo citare il regista italiano Gabriele Muccino, i comici Ficarra e Picone, e star internazionali come Amy Stewart, Gilberto Gil e Kelly Lang, e la nota Brooke della serie TV Beautiful.
La pizza è una parte fondamentale dell’identità culturale italiana. L’impasto, la cottura di una pizza tradizionale napoletana è infatti un mestiere, un’ “opera d’arte”, trasmessa di generazione in generazione. Secondo l’Associazione Reale Pizza Napoletana, la vera pizza napoletana deve avere una larghezza di massimo 35 centimetri e la sua crosta uno spessore massimo di 2 cm e, naturalmente, deve essere cotta nel forno a legna.

Puo’ sembrare un’ossessione degli italiani, ma in realta’ la pizza ha un profondo legame con la cultura e la storia d’Italia.
La sua origine risale alla seconda metà del XVIII secolo – o per lo meno, quella con mozzarella e pomodoro – tuttavia si tratta di una storia di cui e’ stato difficile tenere traccia; è certo, pero’, che la prima pizza Margherita fu cotta nel 1889 dal fornaio Raffaele Esposito. Questo fece tre diverse pizze in onore della visita del re Umberto e della regina Margherita di Savoia. Una di queste in particolare attiro’ l’attenzione della regina, per i colori uguali a quelli della bandiera italiana – il rosso dei pomodori, il verde delle foglie di basilico e il bianco della mozzarella. E’ questo il motivo per cui fu chiamata Margherita.

Non sarebbe comunque la prima volta che il cibo diventa patrimonio culturale dell’Unesco.

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